shampooepiegaVenerdì 24 sono stata invitata al vernissage della mostra di fotografia  di Vittoria Dami (curatore Stefano Goldberg) alla Galleria Le tracce di Via San Bernardo 35r a Genova e… sono rimasta estasiata di fronte ai piccoli mondi che emergono da ciascuna foto, al modo in cui le foto ti entrano dentro; senza mediazione, senza che tu te ne renda conto, ti esplodono nel cuore e non riesci a distogliere lo sguardo! Non a caso parecchie sono già state vendute la sera stessa!
Ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con l’artista, 22enne con le idee chiare ed ecco il risultato:

“Vittoria, come hai iniziato? Quando? macchina fotografica?
Le prime fotografie le scattai in Sud Africa a 16 anni, durante un viaggio a casa dei parenti di mia mamma, mio padre mi comprò la mia prima e unica macchina fotografica che uso ancora oggi!!! Quel viaggio, grazie alla mia macchina, fu davvero intenso. Mi veniva molto più facile comunicare con la macchina, da lì diventò la mia compagna…e non mi sono più sentita sola!

Come scegli i tuoi soggetti?

Mi piace ritrarre le persone, i visi, i particolari, i movimenti, i momenti…cercare di catturare le emozioni, sperare di poterle trasmettere.
Chi o cosa ti ha ispirato? il tuo fotografo di riferimento?
Oggi ci sono tantissimi bravi fotografi, grazie anche ai mezzi di cui disponiamo è facile scattare una bella fotografia..con il telefono, modificando con i vari programmi come photoshop….
Penso che il più grande della storia della fotografia sia stato Robert Capa!
La fotografia di guerra e i reportage sono sempre stati le fotografie che mi hanno più affascinata, la vera bellezza…la vera cruda bellezza.
Cosa ti dice, cosa è x te la fotografia?
Credo nell’emozione e non nella tecnica, credo nella vera fotografia…gli unici ritocchi che faccio sono il taglio e in certe l’esposizione.
Galleria2014-10-24-19.56.25La fotografia come mezzo o come fine? quale è la foto più tua?
Tutte le foto della mostra sono foto che ho fatto mentre camminavo con la macchina, due foto a cui sono particolarmente legata sono “Tamata ki te tango” e “Musique dans mes veines”, sono due foto di bambini che corrono e giocano. I bambini hanno il potere di dare magia alle cose e far trasparire la spontaneità.

1 consiglio per chi inizia?
Il mio consiglio per chi inizia è quello di portare sempre con sè la macchina, di fotografare, fotografare sempre. Perchè c’è tanta bellezza che chiunque può ritrarre.
Le radici della notte: perché?
Credo che la fotografia sia un modo prsonale per interpretare e vivere  la realtà.
Il titolo della mostra: “Radici della notte” si riferisce alle emozioni più recondite, nascoste nella e dalla notte. Tutte le foto sono  notturne o alle radici della notte, quindi al tramonto. Perchè tutte le fini sono un inizio!”
A questo punto non mi resta che consigliarvi MOLTO caldamente di andare a vederla… dura fino al 9 novembre!